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Filosofie di vita estremiste, comunicazione, geek powah, società, deliri mentali & tiramisù. [Aggiornato random, tempo libero permettendo]
 

Thursday, March 01, 2007

Il non convenzionale è banale.

Il cosidetto Marketing Non Convenzionale (Guerrilla, Viral, Ambient, ecc.), si oppone a strategie pubblicitarie ormai divenute banali e sprofondate nella più insipida norma. Incuriosisce il consumatore, non pronto a difendersi da un marketing ancora sconosciuto; ma dopo anni di anticonvenzionale, possiamo ancora considerarlo originale? Quando i metodi “below the line”, diventano notizia, appaiono su riviste qualunquiste ed in servizi al telegiornale, sono spiegati e riportati “above the line”, non è forse sintomo della loro perdita di senso? L’alternativo desta interesse, se il destinatario ne è ignaro. La sorpresa funziona, fino a quando rimane nascosta. Non possiamo affermare che le tattiche di Guerrilla, sono il futuro della pubblicità; sono già il naturale presente. È stato superato il punto, in cui si passa dagli innovatori alla base di adattatori precoci. Presto sarà presentato a Milano il primo [???] master in marketing non convenzionale [grazie a NinjaMarketing.it]. Cosa c’è di più convenzionale, che il “non convenzionale” istituzionalizzato? La cosa mi interessa, più per motivi di potenzialità in contatti lavorativi, che per apprendere qualcosa di ormai conosciuto. È giusto che le aziende e le stesse agenzie, finalmente comincino ad adattarsi ai tempi, e scoprire nel virale, il nuovo campo in cui sfruttare le risorse. Inutile spiegare per l’ennesima volta, come ormai le tradizionali campagne pubblicitarie, stiano perdendo il giusto equilibrio, dell’efficacia in relazione al loro costo. È già noto. È già contemporaneo. Stiamo solo cominciando la scalata, verso il picco della curva di Geoff Moore. Tempismo perfetto! Se va tutto bene, entro l’anno dovrei riuscire a laurearmi, cosa potrei volere di meglio, se non un mercato alla ricerca di nuovi ideatori non convenzionali? Nooo, troppo semplice! È facile mettersi all’opera, in una situazione già aperta e dalla riprovata efficacia. I nuovi cre.art.ivi del marketing, dovrebbero cominciare da SUBITO, a ideare il nuovo “non convenzionale”. Quale sarà lo sviluppo della società contemporanea? Con quali metodi saranno più influenzabili le generazioni neo post MTV generation? Guerrilla, Viral, neo tribalismo, sono concetti adatti e perfettamente funzionali: adesso, ora, in questo momento. Troppo facile! Troppo facile sfruttare il presente! Non è forse ora di cominciare a pensare al futuro? Tutto ciò che è di tendenza oggi nel mercato pubblicitario, sarà vecchio, banale, tradizionale. Gli Art Director più cool, più alla moda, più famosi, più trendy, più tutto, presenteranno progetti milionari, per campagne virali di guerrilla ambientale. Cosi original! Cosi alternative! Così conformiste da non avere più nessun senso. Si tornerà alla stessa identica situazione del mercato odierno. Sono sicuro, o meglio spero, che da qualche parte, un gruppo di creativi più creativi del sottoscritto, stiano già teorizzando strane e complesse strategie, per influenzare i consumatori di domani. Che faccio, cerco su Google? Seguo il flusso di coscienza, per immaginare semplicemente, alcuni modelli utopici e non-sense. Grazie al marketing virale, il pubblico ha trovato nuova forza nel sistema propagandistico. È diventato il mezzo stesso di comunicazione pubblicitaria, decide se condividere o meno il messaggio. Stabilisce il successo o il fallimento di un brand. Allo stesso tempo, le nuove generazioni sono sempre più legate al consumo, come vero e proprio stimolo emotivo e sociale. In questa evoluzione, le aziende non dovranno perdere tempo nella promozione. Gli stessi utenti, mossi dal bisogno di possedere beni economici, si impegneranno a pubblicizzare la loro capacità di acquisto. I produttori non dovranno cercare un target a cui vendere, ma sarà il singolo utente a cercare di richiamare la loro attenzione. Le aziende, raggiunte da innumerevoli richieste, sceglieranno i consumatori che più soddisfano le loro capacità produttive. Le agenzie creative, saranno quindi al servizio dei clienti, non più delle industrie. Il paradigma del mercato si ribalta; le nuove strategie dovranno attirare l’attenzione degli imprenditori e dei brand. Questa è la teoria attiva. Al contrario, possiamo immaginare una crescita esponenziale della passività del mercato. Una teoria passiva! La promozione, cosi come la conosciamo oggi, scomparirà del tutto. Sarà inutile fare pubblicità, per convincere all’acquisto nuovi clienti. I destinatari perderanno la volontà stessa della scelta, di un bene rispetto ad un altro. Consumeranno per pura abitudine ed imitazione di modelli di vita. I creativi, escogiteranno metodi, per inserire il prodotto direttamente nelle abitudini quotidiane del destinatario. Senza che lui se ne accorga. Una bella mattina, troverà sul tavolo una nuova scatola di cereali. Continuerà a trovarla ogni giorno, fino ad inglobarla nelle sue pratiche di routine. Il prodotto inserito, entrerà a far parte della sua lista della spesa, per inerzia. Allo stesso modo, si venderanno modelli di vita, a seconda della personalità che l’utente vorrà emettere. Questi “modelli di vita” saranno abilmente sponsorizzati e conterranno prodotti scelti per massimizzare l’effetto voluto. Il consumatore, non dovrà fare altro che seguire l’esempio e ricevere direttamente le istruzioni, su cosa comprare per essere. Compro, quindi sono, no? Per il seguito, dovrete aspettare il completamento della mia tesi di laurea. Banale!

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Comments:
In realtà credo che la forza del marketing non convenzionale sia la capacità di essere poliedrico..! Una campagna viral può utilizzare diversi mezzi e può presentarsi in una quantità di formule potenzialmente infinite.. le catene trasformate in collane, cruscotti di auto coperte di neve che “diventano volantini” per pubblicizzare le vacanze da sogno di un’agenzia di viaggi, i travestimenti da bottiglie dell’heineken a carnevale.. di tutto di più. Il successo risiede nella creatività degli inventori.. fondamentale è trovare la strada giusta per destare curiosità.
Questi metodi di marketing non convenzionale non possono invecchiare, non possano diventare obsoleti perché non esiste un già visto in questo campo.. non esiste una codificazione (uno spot pubblicitario dura 30 secondi, passa in una determinata fascia oraria.. un cartellone pubblicitario occupa una certa porzione di spazio e può essere collocato solo in determinati luoghi, così come le pagine pubblicitarie dei giornali), esiste una spinta all’innovazione continua.

L’attenzione dei media tradizionali è pura curiosità momentanea, puro desiderio di documentare un fenomeno sociale..curioso, buffo, originale.. una moda come un’altra insomma.. che passa.. forse..

Le generazioni di teen-ager di oggi seguono già istruzioni su cosa comprare per essere.. comprano per essere qualcosa.. consumano “per pura abitudine ed imitazione di modelli di vita”. Questi modelli sono ancora influenzati dai media di massa, TV in primis, con il passare del tempo sarà sempre di più il gruppo di appartenenza e gli opinion leader a dettare legge.

I modelli di vita preincartati di cui parli esistono già.. osservando la gente mi sono resa conto che l’umanità è suddivisibile per tipologie standard, donne/uomini dotati di una determinata struttura fisica hanno la tendenza ad abbigliarsi nello stesso modo e molto spesso presentano caratteri affini.. basterebbe studiare questi archetipi e individuarne la tipologia di consumi per rendere più agevole la tua tecnica della scatola dei cereali..:p
 
Ne abbiam già parlato a voce e mi trovi daccordo mia cara mana! Certo, non posso evitare le iperbole teoriche estreme su un blog di marketing nonsense, altrimenti perderei tutti i miei numerosi fans! Una domanda sola: anche trovando idee sempre originali, non esiste il pericolo di un sovraffollamento dello spazio? catene collane, cruscotti di neve, travestimenti da bottiglie, di tutto di più: isolate sono curiosi ed attirano l'attenzione, ma prova ad immaginarli tutti quanti nello stesso luogo e tempo.. quale sarebbe la loro efficacia? se non esiste un pericolo di perdita di originalità, esiste almeno un pericolo di sovraffollamento di idee? e quando le idee sono dappertutto, non è forse come non averne nessuna?
 
cazzo, te la meni, eh?
 
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