The community is sick and the community is blind, yeah.

Filosofie di vita estremiste, comunicazione, geek powah, società, deliri mentali & tiramisù. [Aggiornato random, tempo libero permettendo]
 

Sunday, December 24, 2006

Viral Marketing: davvero Low Cost?

Ormai è già da qualche tempo che anche i principali media italiani stanno seguendo la nuova moda di questo "strano ed originale" marketing virale. Personalmente ho notato almeno qualche servizio al telegiornale, articoli su giornali vari e ovviamente pagine web generaliste, che si sono dedicate all'argomento. L'ultimo articolo a riguardo, passato attraverso i cavi telecom fino al mio PC, lo si trova sul sito dell'espresso; niente di strano, se non quando arrivo all'affermazione di un certo Franco, in cui rivela che una campagna virale può costare "Da 70 a 200 mila euro". Non lavoro nel campo (perfortuna & purtroppo), ma le cifre mi paiono un po' altine. Ovviamente parlo da completo ignorante (o quasi) in materia economica sulla questione, ma uno dei punti principali di una buona strategia virale non dovrebbe essere quella di costare poco? ok, probabilmente siamo sempre a cifre di molto inferiori rispetto ad una tradizionale pubblicità diffusa attraverso broadcasting media, eppure mi sembra parecchio. Le nuove strategie di marketing dovrebbero evolversi principalmente per l'assuefazione dei consumatori rispetto alle classiche promozioni, ma il problema non sta solamente nell'efficacia. Dopotutto nessuno può creare una vera pubblicità virale, può solo creare un messaggio che abbia in se le potenzialità di crescere e diffondersi grazie al Word Of Mouth, ma sono i destinatari, i consumatori, che tramite il loro lavoro di scambio trasformano il messaggio in virus. Il creativo mette l'idea, ma se una volta si pagavano i mezzi di comunicazione di massa per diffonderla su ampia scala, i marketers non tradizionali non possono mettersi a pagare i destinatari per distribuire l'informazione. Deve essere uno sviluppo spontaneo, messo in moto dall'idea; ma l'idea non è in sè il fenomeno virale. Un'influenza virale avviene solamente quando gli utenti lo permettono. Se non riusciamo a stuzzicare l'attenzione dell'utente, la nostra idea non si diffonderà. Per questo motivo in fondo, una strategia non convenzionale non ha potenzialmente più efficacia di una tradizionale. La vera differenza, a mio parere, è quella di riuscire a creare un messaggio promozionale con un budget limitato economicamente. Perchè cominciare a scegliere una pubblicità virale, se i costi e la potenziale efficacia non sono del tutto differenti da un marketing classico? solo perchè è la nuova moda? ripeto, parlo da totale ignorante in materia, sono le 4:30 di notte (mattina) quindi se mai qualcuno leggerà queste righe abbia pietà di me, mi contraddica e mi dia dei dati più precisi, che mi convincano del fatto che spendere 200.000 Euro per un Viral sia una cosa sensata, che sia di molto più economico rispetto al passato. No dai, sono davvero troppi. Il marketing virale dovrebbe essere anche una sorta di rivincita delle piccole aziende che necessitano di pubblicità ma non possono permettersi i costi esorbitanti per comunicare attraverso i mass media. Aziende molto piccole intendo. Dobbiamo forse fare differenza e si svilupperanno Marketing Virali per alto, medio e basso budget? un'idea che voglia sfruttare il Word Of Mouth non ha prezzo, semplicemente funziona oppure no. Non è che questi prezzi vengono stabiliti dalle tradizionali agenzie di marketing, perchè hanno paura che i nuovi metodi, più economici e dalla stessa potenziale efficacia, gli rubino mercato? oppure dalle nuove agenzie così cool e al passo con i tempi, perchè vogliono far tanti soldini sfruttando un principio, il passaparola, che esiste gratuitamente da secoli? Chi è Franco? offritemi un gelato e vi sviluppo una strategia virale, tanto le probabilità che funzioni sono altamente equilibrate kon la spesa di una coppetta 4 gusti, magari con sopra la panna. Vado a dormire che è meglio ;P

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Friday, December 22, 2006

Fumetti come contrattacco culturale

I tradizionali produttori di beni e servizi pagano migliaia di euro per avere il permesso di invadere le nostre strade con i loro cartelloni pubblicitari. Ottima cosa per chi lavora nel campo, tanti bei soldini vendendo spazio pubblico che non posseggono! un po' come Totò che vendeva la fontana a Roma (ma neanche mi ricordo bene come dove quando perchè in che film). Lo spazio viene quindi occupato per tentare di diffondere l'induzione al consumo, forse un po' ingenuamente, tenendo conto che ormai la popolazione è assuefatta dalle tecniche di billboard, forse neanche se ne accorge. A parte gli adolescenti quando passano vicino qualche gigantografia rappresentante una "gran figa". Dove sta il problema? non so, forse nessuno, anzi! i cartelloni pubblicitari, pagati da loro, possono rivelarsi un perfetto mezzo per strappare un sorriso, attraverso qualche semplice variazione sul tema. Come tutti sanno, spesso un sorriso riesce a scatenare un ragionamento sulla sua causa. Questo permette forse di ribaltare il messaggio superficiale, con un accenno al ragionamento sul media che il povero destinatario si ritrova davanti. Ovviamente avreste bisogno di una buona dose di ironia e capacità sintattica, tutte cose che probabilmente a me mancano. Ma che importa, oggi con i Blog sono tutti novelli scrittori, anchio! Immaginazione, ironia e divertimento, queste le armi per contrattaccare. Ovvero, grazie a SpotAnatomy, ho conosciuto The Bubble Project. Interessante campagna di culture jamming, niente di nuovo credo, avevo già intravisto qualcosa di simile tempo addietro, forse era pure lo stesso sito? usando veri e propri "fumetti" da fondere con l'originale cartellone pubblicitario, possiamo renderlo meno passivo e forse introdurre qualche critica nel metodo. L'idea da la possibilità di diffondere la nostra creatività e pensiero sul media, attraverso lo stesso oggetto da analizzare. Ovviamente senza spendere un soldo, se non l'inchiostro della stampante e qualche foglio. Tanto a tappezzare la città di cartelloni ci pensano già loro, noi aggiungiamo un semplice tocco di riflesso mentale. Forse qualcuno, grazie al nostro piccolo fumetto, riuscirà a ragionare per qualche minuto sulla banalità di alcune strategie di marketing. Cosa da più soddisfazione dello scambiare e indurre pensieri non passivi?

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Thursday, December 21, 2006

Prova etichette

dove le mette?

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Ulteriore prova design

sto impazzendo

Wednesday, December 20, 2006

Testing 2.0

Perkè i post diventano klikkabili?

Tuesday, December 19, 2006

Oh yes something is right

well, at least i hope so

Saturday, December 16, 2006

Testing

About me:

- Estremista mentale

- Misantropia cronica

- Flusso di coscienza nonsense

- Incapace di esprimersi

- Internet Geek dal 1998

 

Attività:

- Be happy with her?

- Web Marketing @ Fundraising

- Raggiungimento di una soddisfazione videoludica accettabile

- Fapping @ U64

- YouTube Beta Gaming Video Archive

- Trovare il modo di ascoltare nuova musica peculiare

- Cercare di dormire a sufficenza per non morire

- Drogarsi con PSO DS

- Organizzare al meglio il poco tempo libero

- Meeting friends

- Playing & Listening & Reading

- Consumare ossigeno ed acqua

 

Info & Contatti:

- A volte rispondo alle e-mail

 

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- Those bankers always win.
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- Pubblicità in bilico
- Thank you for smoking

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