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Friday, December 22, 2006 Fumetti come contrattacco culturale I tradizionali produttori di beni e servizi pagano migliaia di euro per avere il permesso di invadere le nostre strade con i loro cartelloni pubblicitari. Ottima cosa per chi lavora nel campo, tanti bei soldini vendendo spazio pubblico che non posseggono! un po' come Totò che vendeva la fontana a Roma (ma neanche mi ricordo bene come dove quando perchè in che film). Lo spazio viene quindi occupato per tentare di diffondere l'induzione al consumo, forse un po' ingenuamente, tenendo conto che ormai la popolazione è assuefatta dalle tecniche di billboard, forse neanche se ne accorge. A parte gli adolescenti quando passano vicino qualche gigantografia rappresentante una "gran figa". Dove sta il problema? non so, forse nessuno, anzi! i cartelloni pubblicitari, pagati da loro, possono rivelarsi un perfetto mezzo per strappare un sorriso, attraverso qualche semplice variazione sul tema. Come tutti sanno, spesso un sorriso riesce a scatenare un ragionamento sulla sua causa. Questo permette forse di ribaltare il messaggio superficiale, con un accenno al ragionamento sul media che il povero destinatario si ritrova davanti. Ovviamente avreste bisogno di una buona dose di ironia e capacità sintattica, tutte cose che probabilmente a me mancano. Ma che importa, oggi con i Blog sono tutti novelli scrittori, anchio! Immaginazione, ironia e divertimento, queste le armi per contrattaccare. Ovvero, grazie a SpotAnatomy, ho conosciuto The Bubble Project. Interessante campagna di culture jamming, niente di nuovo credo, avevo già intravisto qualcosa di simile tempo addietro, forse era pure lo stesso sito? usando veri e propri "fumetti" da fondere con l'originale cartellone pubblicitario, possiamo renderlo meno passivo e forse introdurre qualche critica nel metodo. L'idea da la possibilità di diffondere la nostra creatività e pensiero sul media, attraverso lo stesso oggetto da analizzare. Ovviamente senza spendere un soldo, se non l'inchiostro della stampante e qualche foglio. Tanto a tappezzare la città di cartelloni ci pensano già loro, noi aggiungiamo un semplice tocco di riflesso mentale. Forse qualcuno, grazie al nostro piccolo fumetto, riuscirà a ragionare per qualche minuto sulla banalità di alcune strategie di marketing. Cosa da più soddisfazione dello scambiare e indurre pensieri non passivi?Labels: counter marketing, culture jamming, low cost, videogames |
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